Mafia Capitale: commissariamo i partiti

Massimo Carminati, boss di Mafia Capitale, molti anni fa
Massimo Carminati, boss di Mafia Capitale, molti anni fa

Nella vita bisogna essere onesti e noi ci adeguiamo scusandoci pubblicamente con Vincenzo De Luca e gli altri 15 colletti bianchi nella lista degli impresentabili stilata dalla commissione antimafia. Fra ieri e l’altro ieri sono finiti in carcere Luca Gramazio, consigliere di Forza Italia in Regione Lazio; Mirko Coratti, ex presidente del Consiglio comunale capitolino nel Pd fino a dicembre; Giordano Tredicine, vicepresidente del consiglio comunale e vicecoordinatore di Forza Italia per il Lazio; Daniele Ozzimo, ex assessore Pd alla Casa a Roma; Massimo Caprari, capogruppo in Campidoglio del Centro democratico; Andrea Tasson, ex presidente Pd del X Municipio (Ostia); Fabrizio Franco Testa, Angelo Scozzava, ex assessore alle Politiche sociali e alla testa del dipartimento di Promozione dei Servizi Sociali e della Salute del Comune, e Pierpaolo Pedetti del Pd. Si tratta dell’inchiesta «bis» su Mafia Capitale, la gigantesca organizzazione della «Terra di Mezzo» che comanda(va) in ogni angolo e in ogni settore della Capitale. Ieri Peter Gomez, direttore del Fattoquotidiano.it, ha spiegato che se Roma non fosse Roma ma una qualunque altra città, l’amministrazione sarebbe già stata commissariata. E se invece si commissariassero direttamente i partiti coinvolti?