Marco Travaglio – Slurp

Slurp. Dizionario delle lingue italiane
Marco Travaglio
Chiarelettere – 2015 – 18 euro

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«Lo voto (Renzi, ndr), rottamarsi è importante. Io l’ho fatto ad ogni disco» (Jovanotti, 27.11.12)
«Renzi è il Blair italiano» (Fausto Bertinotti, 14.3.14)
«Prima mi davano del lecca-Berlusconi, ora mi danno del lecca-Renzi. Ma Matteo mi piaceva già da sindaco di Firenze. Ho capito subito che aveva la stoffa» (Alfonso Signorini, 3.11.14)

Queste tre citazioni sono degli esempi delle tantissime altre che compongono l’ultimo libro di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano. Un’antologia commentata delle migliori «leccate» degli ultimi 20 anni: dalla discesa in campo di Berlusconi al ritorno in scena di Mattarella pochi mesi fa, passando per l’Ulivo, Ciampi al Quirinale, l’Unione, Napolitano, Monti, Napolitano bis, Letta e Renzi. La stampa italiana non fa una grandissima figura e Travaglio non se la sente di assolvere completamente sé e la redazione del Fatto: «Può darsi che anch’io, in 32 anni di carriera, sia incorso in qualche leccalecca. Se è capitato, non me ne sono accorto, ma me ne scuso. Può darsi che vi sia incorso qualche giornalista del Fatto. Se è capitato, non me ne sono accorto, altrimenti il collega sarebbe finito nell’apposita rubrica Leccalecca e, subito dopo, licenziato (in questi casi, e solo in questi, non c’è articolo 18 che tenga)».
Concludiamo regalandovi una vera e propria perla a firma Roberto Stigliano sul Messaggero: 14 maggio ’99, Ciampi è appena stato eletto Presidente della Repubblica. Il giornalista pensa bene di intervistare il «fratello Giuseppe, detto Pino» che gli racconta di come un’infiammazione agli occhi scambiata per blefarite abbia impedito a Carlo Azeglio di entrare in marina. E c’è da credergli: «Giuseppe Ciampi sta a Carlo Azeglio come il Pigafetta a Magellano. In altre parole ne è biografo autorizzato». E questo è solo l’inizio delle lunghe confidenze che il «fratello Giuseppe, detto Pino» fa a Stigliano. Il problema è che lo stesso «fratello Giuseppe, detto Pino» era morto il 2 settembre 1998, otto mesi prima dell’intervista.