Il 2020 finora, tra le minacce di guerra in medioriente e il virus cinese, non ci ha portato notizie molto confortanti. Anche in Italia ci son stati dei fatti su cui, proprio dall’1 gennaio, i mezzi di informazione si sono soffermati parecchio, anche se non abbastanza. Parliamo di quanto successo a Foggia, in Puglia: in 25 giorni la malavita organizzata, presenta in clan appartenenti sia alla Mafia sia alla Sacra Corona Unita, ha compiuto undici attentati e due omicidi. Non a caso molti parlano di malavita tradizionale, ovvero quella che non si infila in modo occulto nel mondo finanziario ma colpisce esercizi commerciali, vigilanti e persone comuni che non si piegano ai boss.

Abbiamo registrato, per fortuna, due reazioni decise. La prima è stata quella della società civile, già il 10 gennaio, con una manifestazione, chiamata «Foggia libera Foggia», a cui hanno preso parte, insieme a Libera, circa ventimila persone. La seconda è stata quella dello Stato che, il 20 gennaio, ha eseguito decine di perquisizioni e controlli a tappeto che hanno avuto come risultato diversi fermi. A questa azione è seguito un secondo blitz ieri, nel palazzo «Ex Onpi»; il Ministro dell’Interno Lamorgese ha inoltre affermato di voler aprire una sezione della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) proprio nella città pugliese.

In questi giorni è arrivata anche la notizia del rafforzamento della scorta di Nicola Gratteri, uno dei migliori Magistrati Antimafia, sotto minaccia dei clan da molto tempo. Per questo sarebbe auspicabile che anche il mondo dell’informazione si unisse alla reazione della società civile e, seppur iniziale, dello Stato. Questa cosa non è successa giovedì 23 gennaio, in una trasmissione su La7, per cui chi vi scrive si è sentito in dovere di inviare la seguente e-mail alla redazione.

Buongiorno,

sono un Vostro ascoltatore e Vi scrivo in merito all’intervento di Vittorio Sgarbi a «L’Aria che tira», oggi 23/01/2020, intorno alle 13.15.
Trovo quantomeno OLTRAGGIOSO che si sia riferito (sbraitando) a Nicola Gratteri, Magistrato Antimafia per eccellenza, indicandolo come «sequestratore di 50 innocenti», con la conduttrice Myrta Merlino rimasta in ossequioso silenzio, prima di far partire la pubblicità.
Ha definito inoltre «untore» il Presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, ospite poco prima e «colpevole» di aver espresso solidarietà proprio a Gratteri, nel giorno in cui gli viene rinforzata pesantemente la scorta, con suv corazzati al posto di auto blindate, perché sarebbe nel mirino di più clan e avrebbe già un killer malavitoso sulle sue tracce.
Sgarbi, peraltro ex sindaco di un comune sciolto per infiltrazioni malavitose proprio sotto la sua amministrazione, non è nuovo a queste uscite e, dall’alto della sua condanna per truffa continuata e aggravata ai danni dello Stato, continua a pontificare in ogni sede televisiva senza che nessuno lo interrompa e gli faccia notare che sta dicendo fesserie. Mi auguro che la rete prenda in seria considerazione il fatto di non invitarlo più alle proprie trasmissioni, sulla base di quanto sopra ma anche per il linguaggio che utilizza ogniqualvolta sia ospite in televisione.
Speranzoso di vedere presto qualche cambiamento, Vi auguro buon lavoro.

Mirco Romanato

Di Mirco Romanato

Nato a Padova il 15 giugno 1994. Diplomato in ragioneria, attualmente iscritto alla triennale di Ingegneria dell'Energia nella mia città. Sono una persona curiosa in molti i campi, dalle nuove tecnologie, in particolare quelle che riguardano l'ambiente, alla politica, passando per lo sport.

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