Scuola: il concorso fallisce, pochi vincitori

Innalzare il livello degli studenti è stata sempre una priorità per qualunque governo: conoscenze e competenze, alla riprova dei fatti, sono sembrate spesso, pur senza voler generalizzare, insufficienti a conclusione di un corso di studi durato 13 anni. Ovviamente affinché questo avvenga è necessaria anzitutto la presenza di docenti preparati adeguatamente.

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Si è tenuto nelle scorse settimane un concorso per i docenti: questa volta però l’obiettivo non era acquisire un punteggio da aggiungere al proprio nelle graduatorie, bensì assegnare direttamente una cattedra ai vincitori, che sono diventati così automaticamente «di ruolo». Il problema sono state le «bocciature selvagge», che – prendendo come esempio gli indispensabili docenti di sostegno – hanno portato alla vacanza di più di mille posti sui 5.700 che erano in ballo. Il concorso non ha trovato i vincitori per cui era stato bandito: da una parte i partecipanti erano pochi, dall’altra sono state tante le bocciature, che, secondo molti, sono state a dir poco «frettolose». Questo buco porterà all’ormai consueta abitudine delle supplenze e quindi a un drammatico dilemma: si danneggiano maggiormente gli studenti dando loro docenti impreparati (relativamente al concorsone) oppure lasciandoli in balia di supplenti e quindi privandoli della continuità necessaria per un buon apprendimento? Si è deciso per la seconda scelta, ritenuta meno dannosa ma che porta a un problema di copertura che dovrà essere necessariamente risanato nell’immediato futuro.

(Ha collaborato t.b.)

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