Fumetti: una storia d’amore durante il renzismo

Pensavo fosse amore invece era Matteo Renzi
Mario Natangelo
Magic Press – 2015 – 14 euro
Prefazione di Marco Travaglio

natangeloMario Natangelo, classe 1985, è conosciuto come il vignettista di punta del Fatto Quotidiano. A trent’anni, l’età (forse) della ragione e della maturità, ha deciso di cimentarsi in un’impresa a dir poco ardua: un graphic novel. Il risultato, Pensavo fosse amore invece era Matteo Renzi, è una sorta di insieme di vignette che seguono una vicenda, qualcosa di simile a un concept album su carta: il filo conduttore è molto forte ma gran parte delle pagine possono benissimo sopravvivere da sole. Quella che doveva essere, secondo quanto si intende dal prologo, una narrazione delle gesta del premier dalle primarie del 2012 a oggi, si rivela invece un ritratto impietoso della nostra società: gli ultimi 3 anni di storia italiana vengono raccontati dal punto di vista di Nat, alter-ego dell’autore, e della sua fidanzata, che con l’avvento di Matteo a Palazzo Chigi è diventata una renziana di ferro. Nat invece ha il grande difetto di lavorare al Fatto, giornale di «gufi» e «rosiconi». Una coppia veramente male assortita. A tratti esilarante e a tratti malinconico, Pensavo fosse amore tiene il lettore incollato dalla prima all’ultima pagina perché, citando la prefazione di Marco Travaglio, bisogna «ammettere a denti stretti che Nat è proprio bravo».

L'incontro fra Nat e la sua futura fidanzata
L’incontro fra Nat e la sua futura fidanzata

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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