Leo Longanesi
Raffaele Liucci
Carocci editore – 2016 – 16 euro

Raffele Liucci, già autore tra l’altro con Sandro Gerbi di una biografia di Indro Montanelli, racconta la breve vita del grande rivoluzionario del giornalismo e dell’editoria italiani, Leo Longanesi, soffermandosi in particolare sul periodo che va dal 1943 al 1957, anno della morte. Longanesi, con lo stesso Montanelli, Giuseppe Prezzolini e Giovanni Ansaldo, divenne il simbolo di quegli italiani che riuscirono a passare dal fascismo al postfascismo senza transitare nella Resistenza. Direttore dell’Italiano (1926-1942) e di Omnibus (1937-1939), Longanesi ha poi fondato nel 1950 il Borghese, giornale emblematico di quella che sarà poi definita «destra carsica», da sempre presente nell’Italia repubblicana, ma uscita allo scoperto solo nel 1994. Grande aforista, pittore, disegnatore, giornalista, direttore ed editore, Longanesi è un personaggio nato fuori dal suo tempo, sempre distaccato dalla realtà pur partecipandovi. Aderì al fascismo per poi diventare «più fascista di Mussolini», quando il Duce iniziò a rinnegare i principi basandosi sui quali era riuscito a prendere il potere. «Un borghese corsaro», così lo definisce nel sottotitolo Raffaele Liucci: sempre controcorrente, elegantemente canzonatorio, Longanesi è il simbolo di una destra che probabilmente non ha mai trovato un degno rappresentante nel nostro paese. Una visione politica ma anche esistenziale ed etica che ha avuto il suo erede in Indro Montanelli, anche lui fascista entusiasta che poi è tornato sui suoi passi in tempi non ancora sospetti. Il lavoro di Raffaele Liucci è estremamente prezioso per comprendere a fondo un personaggio che, anche se purtroppo ignoto alle nuove generazioni, ha cambiato la storia culturale italiana.

Di Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

La Voce che Stecca