Catilina. Ritratto di un uomo in rivolta
Massimo Fini
Marsilio – 2016 – 10 euro

Catilina è un «cattivo». Così ci hanno spiegato a scuola, prendendo spunto dalle celeberrime orazioni di Cicerone: Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra! Massimo Fini, giornalista e scrittore, nel 1996 pubblica questa rilettura della vita di questo personaggio atipico della storia latina, biografia ristampata nel novembre scorso da Marsilio. Catilina è uno di quegli uomini troppo facilmente liquidati dalla storiografia tradizionale: da figlio di nobile famiglia, abbracciò le battaglie della plebe, in una Roma che aveva perso le sue virtù delle origini, l’onore, la dignità, il coraggio fisico e morale, la protezione dei deboli. Catilina venne «costretto» a prendere le armi, dopo aver tentato invano più volte di diventare legalmente console, pur venendo sempre respinto con dei brogli. Catilina morì dopo aver affrontato uno scontro impari, lui contro il potere romano. Sempre fedele a se stesso, coerente fino alla morte, stiamo parlando di un personaggio molto più complesso di quello tramandatoci da Cicerone e Sallustio. Dopo la rilettura della vita di Nerone e prima delle biografie di Nietzsche e del mullah Omar, Massimo Fini ci regala un Catilina inedito, eroico ma al contempo sempre estremamente umano, un uomo con un idea e disposto a morire nel suo nome. Secondo Sallustio, fu un uomo «di indole trista e malvagia», che «fin dall’adolescenza trovò piacere nelle stragi, nelle rapine, nelle discordie civili e fra esse passò i suoi anni giovanili». Secondo Fini, Cicerone ha «gonfiato a dismisura l’importanza della congiura per farsi bello», mentre Sallustio era mosso «dall’esigenza pamphlettistica di scagionare Cesare» dall’accusa di aver partecipato alla congiura di Catilina. Se questi due personaggi avessero raccontato la vicenda per come realmente si presentava, probabilmente Catilina non sarebbe nemmeno passato alla Storia, perché protagonista di un fatto di cronaca nera come tanti altri. Un ritratto di un uomo coerente, che stona un po’ con il nostro tempo, in cui ben pochi tra noi occidentali sono ancora pronti a morire per un’idea.

Di Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

La Voce che Stecca