«Destini minori», uno Spoon River degli ultimi e dei dimenticati

Destini minori
Marco Ercolani
il canneto editore – 2016 – 10 euro

book_saussolPsichiatra e scrittore genovese classe 1954, Marco Ercolani, dopo Vite dettateLezioni di eresia tra gli altri, ci regala la sua ultima fatica. Una raccolta di storie violente, storie delicate, storie commoventi e storie folli: tante vicende di vita sotto forma di racconti. Minimo comun denominatore è l’essere «minori»: peripezie, sensazioni e sentimenti degli «ultimi della società», che Pavel, rom sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti, o Elisa, figlia di sordomuti che non riesce a sopportare i rumori assordanti del mondo, o ancora Alessio, un artista che scolpisce teste di marmo in ricordo della madre morta. Tutte vite che troppo spesso si cerca di ignorare, di non vedere, anche se ci sono vicine, a volte ci toccano, raramente ci colpiscono in pieno. Storie che non potremmo mai conoscere senza l’intercessione di Ercolani perché storie di serie B perché raccontano vite di serie B. Esistenze che non portano voti e che non preoccupano l’italiano troppo concentrato sul proprio problematico orticello per accorgersi e badare ai problemi degli altri, degli «ultimi», dei «dimenticati». Tanti racconti brevi, scritti fra l’aprile 1995 e il marzo 2016, raccolti in tre grandi parti: «Con un marchio preciso», «Gli esseri silenziosi» e «Pazzi di pittura». Tanti nomi e tanti cognomi che ricordano l’Antologia di Edgar Lee Masters. Qui non ci sono i morti a raccontarsi, ma gli ultimi che – quasi per una rivincita nei confronti della società – a volte pretendono addirittura di essere raccontati. Storie di fantasia, certo, però che non lasciano indifferente il lettore neppure nell’approccio quotidiano con la realtà: dopo aver letto Destini minori è indubitabile che la nostra sensibilità verso chi ci circonda non sarà più la stessa.

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