Chi scrive non è un ultrà del Movimento 5 Stelle: su queste pagine abbiamo apprezzato alcune loro proposte e ne abbiamo bocciate altre. Ma, nonostante tutti gli errori che hanno fatto e che probabilmente continueranno a fare, dobbiamo essere grati ai grillini per aver incanalato dentro un sentiero politico la rabbia di una grossa fetta della popolazione. Il fatto che a votare M5S siano cittadini sia di destra che di sinistra rende ancor più evidente qual è l’origine del successo politico pentastellato: non un semplice «voto di protesta», bensì un progetto politico controtendenza rispetto allo scenario istituzionale precedente. In molti si sono «turati il naso» e li hanno votati perché l’alternativa era la scheda bianca o l’astensione.
Soprattutto nel 2013, quando a essere candidati a Camera e Senato erano dei perfetti sconosciuti eletti poi con le liste bloccate del porcellum, il voto grillino è stato un vero e proprio voto di rabbia e di fiducia nel comico genovese che si ergeva a garante dei nomi proposti per il parlamento.
Oggi il ruolo dei 5 Stelle è ancor più importante: il governo Gentiloni, che non è altro che una copia di quello targato Renzi, è uno schiaffo a tutti quelli che hanno votato al referendum del 4 dicembre. Sia il «Sì» che il «No» volevano un cambiamento, seppur ovviamente diverso, e alla fine non si è realizzato né il cambiamento politico né quello costituzionale. I 5 Stelle, con tutti i loro limiti, hanno il compito di circoscrivere dentro la frontiera della legalità la frustrazione italiana. Certo, non sono gli unici a essere antiestablishment, ma sia la Lega che Fratelli d’Italia hanno all’attivo (si fa per dire) più collaborazioni con gli stessi contro cui si schierano oggi. I pentastellati invece non hanno perso, nonostante secondo chi scrive a volte gli sarebbe convenuto, quella verginità politica che consiste nel rifiuto di qualunque alleanza. Grazie ai 5 Stelle, allora, perché se finora non ci sono stati episodi di violenza è anche merito loro.

Di Tito Borsa

Giornalista professionista e fotografo. Ho pubblicato vari libri tra storia, inchiesta giornalistica e fotografia

La Voce che Stecca