Al giorno d’oggi è risaputo che il pianeta è in pericolo e che il continuo uso dei fossili come carburante costituirà un problema sempre più ingente per noi e per le future generazioni.
Un upgrade che potrebbe nel prossimo futuro sostituire diesel e benzina è l’elettrico, tuttavia questa soluzione appare al momento alquanto lontana. Tuttavia, anche se l’auto elettrica porta con sé molte sfide i costruttori puntano sempre più alla crescita di questa alternativa assieme con lo sviluppo della guida autonoma.

Anche se l’idea che un’auto possa guidarsi da sola sembra a ora una soluzione alquanto distante e futuristica, molte aziende stanno pensando di puntare sulla guida autonoma.

Bosh punta decisa sulla guida autonoma

Una delle aziende che sta puntando in modo ingente sulla guida autonoma è Bosh tramite l’acquisizione della start up britannica Five. L’azienda, infatti, sta paventando l’idea di ampliare le proprie competenze in merito alle auto senza conducente.
Five, come anche per la stessa Bosh, oltre che a possedere una vision imprenditoriale proiettata nel futuro, condivide lo sviluppo dei software per le auto driverless.

L’obiettivo è stato dichiarato chiaramente da Markus Heyn, membro del board di Bosh, secondo il quale:

“La guida autonoma ha l’obiettivo di rendere più sicuro e meno stressante il traffico stradale. Vogliamo che Five dia ulteriore impulso al nostro lavoro di sviluppo del software per la guida autonoma sicura, con l’obiettivo di offrire ai nostri clienti tecnologia made in Europe”.

L’azienda britannica si è attualmente collocata al livello Sae 4 e possiede un team di 140 collaboratori che lavorano per potenziare le sezioni di software cloud, di robotica, di machine learning e che lavorano per assicurare la sicurezza del mezzo.

guida autonoma
Esempio di un veicolo a guida autonoma

Il progetto pilota di Pechino

L’interesse per la guida autonoma si sta diffondendo sia in Occidente sia in Oriente. Recentemente, infatti, Pechino ha dato il via al primo progetto per lo sviluppo di auto semoventi, divenendo la prima città cinese a proporre tale programma. Ben quattordici veicoli senza conducente hanno infatti ricevuto il permesso di percorrere le strade della città cinese, per dare il via a un progetto pilota che vede la collaborazione della multinazionale Baidu e la startup Pony.


Ovviamente saranno presenti dei delegati alla sicurezza, seduti sul sedile del passeggero e incaricati di supervisionare l’operato dell’auto. Il governo cinese ha però rilasciato un nuovo regolamento che elenca i requisiti di accesso dei supervisori e le norme di sicurezza. Tuttavia tutto è pronto per sviluppare un sistema per il quale sarà possibile gestire i veicoli autonomi a distanza.

PoliMOVE: eccellenza italiana nella guida autonoma

In questo ramo dell’automotive avanzato, l’Italia fa capolino e si classifica tra le prime al mondo.
Il record è stato fissato il 27 aprile sulla pista di atterraggio dello Space Shuttle al Kennedy Space Center della Nasa da un auto italiana. Il veicolo PoliMOVE, sviluppato dall’ingegno del Politecnico di Milano, ha segnato il record di 309,3 km orari in rettilineo e portando l’Italia a un primato assoluto.

Infatti, mai nessuna auto senza conducente aveva mai raggiunto queste velocità. Questo dimostra come il nostro Paese sia a un livello eccellente nella ricerca tecnica. Il risultato è stato ottenuto come media nello spazio di 1 km, contando due tentativi diversi in direzione opposta. Questo sistema è stato applicato al fine di eliminare il contributo del vento.

Il team, capitanato dal professor Sergio Savaresi, ha potuto partecipare al test grazie alla vittoria che ha ottenuto nella Indy Autonomous Challenge il 7 gennaio, ottenuta contro innumerevoli autovetture sviluppate da importanti università americane.
Ora per il PoliMOVE si appresta un’altra grande sfida, ovvero quella di gareggiare e vincere anche nel circuito di Atlanta. Eventualmente questa vittoria si terrebbe in un circuito automobilistico vero e proprio.

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Team PoliMOVE


Nel frattempo noi italiani rimarremo con il cuore sospeso e con l’emozione forte di scoprire quali innovative tecnologie ci riserverà il futuro.

Di Luisa Bizzotto

Laureata all'Università di Padova Ingegneria Chimica e dei Materiali e laureata magistrale in Ingegneria Chimica (Susteinable Technologies and Biotechnologies for Energy and Materials) presso l'Almamater Studiorum Università di Bologna. Scrivo per La Voce che Stecca dal 16 luglio 2015 e su queste pagine mi occupo di cultura, musica e sport, ma soprattutto di scienza, la mia passione.

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