Tra i numerosi misteri della storia, anche moderna, spesso al centro di teorie complottiste che vanno dagli alieni a Roswell è ripiombata a forza agli onori della cronaca attuale quello relativo al più famoso affondamento della storia: la scomparsa del Titanic.
A ben 105 anni di distanza dalla tragedia che colpì la White Star Line, ancora non è del tutto chiara la causa che provocò l’affondamento della nave dei sogni.
Numerosi sono stati gli studi e le teorie confutate per dar spiegazione alla tragedia, l’ultima delle quali vede promotore il giornalista Senan Molony secondo cui il transatlantico, il cui viaggio inaugurale era stato affidato al capitano Edward J.Smith, sarebbe affondato a causa di un incendio presente molto prima dell’impatto della nave con l’iceberg cui, almeno fino ai nostri giorni, è stata data la colpa del naufragio. Il giornalista ritiene che l’iceberg, insieme a una scarsa manovrabilità del transatlantico dovuta alla sua lunghezza, abbia sicuramente contribuito al disastro ma che non sia l’unico colpevole dell’accaduto.
Da quanto spiegato da Molony, in un documentario, dall’analisi delle foto della nave risulterebbero alcune tracce di fiamme sviluppatesi nel reparto caldaie ancor prima di attraccare a Sauthampton, sosta resasi necessaria dallo svilupparsi dell’incendio. Per non destare sospetti, come voluto dalla società armatrice, la nave attraccò al molo mostrando la paratia integra. Qui si cercò di contenere i danni e l’incendio stesso ma senza successo, nonostante ciò il viaggio proseguì.
Quest’ultimo evento indebolì l’acciaio della nave con temperature che sfioravano i 1000°, fino a quando l’iceberg aiutò l’incendio a finire la sua opera.
La nave «inaffondabile» fu dunque maledetta fin dall’inizio del suo viaggio.
Le vittime furono 1500 in quella fredda notte tra il 14 ed il 15 aprile 1912, bilancio sicuramente drammatico e dovuto in gran parte alla carenza delle scialuppe di salvataggio ritenute antiestetiche e di gravoso ingombro sui ponti di una nave inaffondabile a detta dei progettisti e degli armatori.
Sempre secondo ricerche e studi del giornalista, furono gli stessi responsabili della White Star Line a ordinare agli ufficiali di bordo di non rivelare nulla circa l’incendio.
Stando a questa nuova teoria il Titanic sarebbe comunque affondato – verosimilmente poco più tardi – anche senza l’incontro con l’iceberg, consumato da fiamme ed esplosioni.
Della tragedia non rimangono altro che numerose domande con poche risposte, il ricordo delle vittime e di quei pochi sopravvissuti e tante tante bugie, nonostante le continue rappresentazioni della sua leggendaria traversata, tra cui quella cinematografica di James Cameron, che continuano a celare con affascinanti misteri ed enigmi verità taciute o semplicemente non dimostrabili concretamente nella realtà.

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