Cercavo l’amore, rincorrevo i treni. Ma c’era quel binario 3

quadro-bacio-dal-treno_Ti guardai come si guarda il mare l’ultimo giorno d’estate.
La vita è straordinaria.
Aspetti con ansia e fame vorace l’affetto che ti è sempre mancato. Il perfetto incastro per quel vuoto irregolare e profondo che ti fa sanguinare da anni.
Lo cerchi con così tanto impeto, da fuggire da te stessa. Dimenticarti che, prima di tutto, devi amare te stessa.
Ma è così difficile, tremendamente difficile.
Io mi dicevo: «Impossibile».
E, arrivata all’apice, dopo aver visto sparire nel mio vuoto tutto ciò che avevo trovato per cercare di riempirlo, chiusi i battenti.
Basta.
Basta cercare. Basta sperare.
L’amore non esiste. Scettica.
L’amore è come Dio, non si vede.
È questione di fede. Ma io di forza di pregare non ne avevo più. Era un continuo sacrificio all’altare dei sentimenti e ogni volta nessun angelo veniva a salvarmi.
Basta amore, basta persone.
Esisto solo io. Penserò allo studio, ai pochi amici, alla parte di me che odio tanto.
Ma la vita ti sorprende.
Un piccolo istinto tinto di rosso scuro, quasi marrone, sussurra nell’inconscio che non è tutta una favola.
Che forse, dell’amore, non serve parlarne troppo.
Nemmeno cercarlo.
Come una persona che attente al binario del treno: attende quella sua metà, aspetta di vederla scendere. E venirle finalmente incontro.
Io correvo dietro a quei treni. Non mi ero resa contro che dovevo semplicemente fermarmi, e aspettare. Smetti di correre. Non è mai troppo tardi.
Quella persona è su quel treno. Quel treno, prima o poi, arriverà.
E quando quella persona la vedrai scendere, saprà venirti incontro, perché anche lei ti stava già aspettando.
Quella persona.
Venuta da lontano. Quasi per caso.
Che caso non è.
Perché il destino è bastardo.
Ma gli piace prenderti in giro, e poi farti sorridere.
Come si dice: «Ironia della sorte».
Binario 3. Un uomo.
Una donna.
Mai visti prima.
In attesa da sempre.
Tutto era già stato scritto.