Qualche giorno fa su Forbes è uscito un articolo che parla della visione che i giovani hanno del mondo del lavoro, dell’ambiente, salute e vita interconnessa in generale nel prossimo futuro. Al di là di quelle che possono essere le varie interpretazioni, ci si è resi conto che in effetti nell’ultimo periodo, vuoi per la situazione mediatica preponderante sul cambiamento del clima o sulle questioni sensibili di genere e altri temi caldi; i giovani stanno spesso prendendo la parola.

Questa è forse una visione positiva del fenomeno, fatto sta che su questo Blog circa due mesi fa, è stato chiesto ai lettori sensibili al tema turismo, viaggi e cultura di rispondere a una serie di domande su come hanno approcciato la nuova fase turistica post covid, ma soprattutto su come vedono il settore nel prossimo futuro. La maggior parte delle persone intervistate guarda caso sono giovani e questo è quanto è emerso.

I dati sono piuttosto interessanti e dopo essere stati recepiti su un campione di circa 50 intervistati possiamo analizzare assieme i fattori più degni di nota. Innanzitutto il 70% degli intervistati appartiene alla generazione Millennial (Nati tra il 1981 e il 1995), mentre il restante 30% si divide per la maggior parte in I – Generation (nati tra il 1996 e il 2015)  ovvero circa il 17% e il restante nella X Generation (1966 – 1980).

Iniziamo col dire che è interessante raccogliere i primi dati inerenti al tema generico del viaggio e dell’esperienza fuori porta in generale:  Il 52% degli intervistati si è dichiarato abituato a viaggiare per motivi turistici o di studio (Erasmus, vacanze studio o au pair). Mentre il 48% si è dichiarato non abituato a viaggiare se non per lavoro e/o come pendolare. Il 35% delle persone intervistate ha vissuto all’estero per studio o per lavoro, (PhD, Borse di studio o contratti europei), solo il 12% vorrebbe provare a espatriare, mentre il 52% vive qui e non mostra particolare interesse nel cambiare ambiente.

Venendo però al mondo turistico si scoprono cose interessanti, infatti una questione che spesso non viene colta è la domanda sempre più presente, proprio tra i giovani, di viaggi in solitaria. Infatti ben il 70,06% ha risposto affermativamente alla domanda se mai avessero viaggiato da soli, mentre il restante 29,04% dice di non averci nemmeno mai provato. Un dato che la dice lunga sul prossimo futuro e sul fatto che molti cercano sempre più nel viaggio, un’esperienza di arricchimento personale.

Un altro tema che i giovani sollevano è quello del turismo interattivo o coinvolgente, qui infatti il 58% degli intervistati affermano che i luoghi museali italiani siano poco al passo coi tempi e non siano immersivi.

Ma sicuramente il dato più sconfortante è quello riguardo alle proposte e alternative intese come attrazioni, esperienze e cose da fare in generale nella propria area; qui infatti ben il 47% afferma che bisogna conoscere molto bene i luoghi in cui si abita e il 23% afferma che spesso il weekend è costretto a uscire dalla propria area e macinare molti chilometri per poter avere un ventaglio di scelte più ampio di cose da fare. Dato che non’ è sicuramente nuovo a chi abita nella provincia del nostro paese.

Chiudiamo però con due numeri davvero interessanti: Più del 30% dei giovani intervistati afferma che il nostro paese non sa pubblicizzarsi al meglio nel panorama turistico mondiale, tuttavia oltre il 47% della totalità del campione afferma che sceglierebbe l’Italia come meta futura di viaggio.

Di Federico Garau

Laureato in Storia del Costume, lavoro nel settore turistico da oramai un decennio. Gioco a Rugby e sono pur sempre un romanticone. Co-creator di Hero Friend.

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