Dopo aver concluso il settore degli impianti fotovoltaici trattando dell’agri-fotovoltaico, restando all’interno della tematica delle fonti rinnovabili, parliamo ora degli impianti eolici. Cercheremo di capire la differenza tra quelli onshore e quelli offshore, le loro caratteristiche e infine parleremo anche del mini-eolico.

La nascita di Eolo

Da dove deriva il nome «Eolo»? Eolo è il nome, concesso da Zeus, al Dio dei venti.

L’Odissea, nel viaggio di Ulisse, cita un episodio riguardante Eolo. Quando Ulisse, reduce dalla guerra di Troia, approdò alle isole Eolie, Eolo lo ospitò e, commosso dal racconto dell’eroe greco, gli fece dono dell’otre di pelle dentro la quale erano rinchiusi i venti contrari alla navigazione. Durante il viaggio Ulisse fece soffiare solo il dolce Zefiro ma, mentre l’eroe dormiva, i compagni di navigazione, credendo che l’otre di Eolo fosse piena di tesori, l’aprirono liberandone i venti. Essi scatenarono una terribile tempesta, dalla quale si salvò solo la nave di Ulisse.

Per questo motivo, tutto ciò che attualmente riguarda il vento viene chiamato con il prefisso «Eol-».

Gli impianti eolici

Ci sono diverse tipologie d’impianti eolici. Quelli maggiormente conosciuti sono costituiti da un alto albero con in cima tre pale che ruotano attorno a un asse perpendicolare al palo di sostegno. Questi impianti si dividono in impianti onshore (terrestri) e impianti offshore (marini). Oltre a queste due tipologie d’impianti, ovvero quelli più presenti e conosciuti, esistono anche quelli riguardanti il mini-eolico, che si possono trovare sopra gli edifici o lungo le strade. Queste ultime due categorie, però, a differenza dei grandi impianti, si differenziano molto tra di loro, anche semplicemente dalla forma delle turbine o pale. Approfondiremo meglio il mini-eolico, a cui abbiamo già accennato in precedenza, nel prossimo articolo.

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Differenze tra impianti onshore e offshore

Come detto precedentemente, l’impianto onshore è quello installato sulla terra ferma, mentre quello offshore è installato in mare aperto. Chi decide dove installare l’impianto eolico? L’azienda che dopo venderà l’energia, tenendo comunque in considerazione dei vari permessi che deve richiedere per poter realizzarlo.

Impianto Onshore

Quali sono i principali pregi e difetti di un impianto onshore? Per prima cosa bisogna tenere in considerazione che essendo un impianto terrestre, l’installazione e la manutenzione sarà meno costosa di quello installato e manutenuto in mare aperto. Inoltre, la minor distanza tra la produzione di energia e il consumatore fa si che ne venga dispersa in una quantità minore. Queste due caratteristiche rendono, per i consumatori, questa tipologia d’impianto più economica rispetto a quella offshore.

Alcuni svantaggi derivano dal fatto che, essendo un impianto terrestre, la forza del vento è influenzata dalle colline o promontori presenti nella zona in cui è installato. Inoltre, per molte persone è visto come «qualcosa di artificiale» che va a rovinare l’estetica paesaggistica. Per questo motivo deve essere compiuto uno studio non solo per far si che ne venga sfruttata nel migliore dei modi l’efficienza, ma anche per danneggiare nel minor modo possibile il paesaggio.

Impianti eolici

Impianto Offshore

Le caratteristiche principali degli impianti fotovoltaici offshore sono che, essendo installati in mare aperto, godono di correnti più forti e non hanno ostacoli naturali intorno a sé. Quindi, per produrre la stessa quantità di energia servono meno pale eoliche. Un altro fattore da tenere in considerazione è che impattano in modo minore dal punto di vista visivo, dato che a volte vengo installati oltre la linea dell’orizzonte, non essendo quindi visibili.

La criticità di questa tipologia d’impianto è che le singole pale sono interessate maggiormente dai fenomeni naturali. Poiché oltre a essere colpite dalla pioggia e dal vento, bisogna tenere in considerazione anche il moto ondoso e la salinità dell’acqua. Inoltre, la maggior distanza tra la produzione di energia e il luogo dove si consuma, a differenza dell’impianto terrestre, fa si che una parte dell’energia venga dispersa nel tragitto.

Di Simone Romanato

Nato a Padova il 30 Aprile 1997, dove vive. Ha studiato presso l'Istituto Tecnico per Geometri Belzoni. Ha frequentando l'Istituto Tecnico Superiore per il Risparmio Energetico ITS-RED Academy Attualmente lavora come Geometra, esperto in rilievi topografici compiuti con droni e laser scanner.

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